scogliere di Bonifacio

Da Ajaccio a Bonifacio, un viaggio in auto lungo le strade tortuose dell’Estremo Sud

Sulla costa occidentale dell’isola c’è una strada ricca di un patrimonio culturale e naturale davvero unico. La strada provinciale 40, con i suoi 130 km di asfalto, collega Ajaccio a Bonifacio attraversando valli selvagge, superando fiumi e torrenti e permettendoti di scoprire alcune delle meraviglie dell’isola. Parti con me per questo viaggio on the road pieno di colori, che puoi fare anche in sella a una bici, se sei tra i più intrepidi.

Partenza da Ajaccio, la Città Imperiale

Tra il golfo del Valinco e quello di Sagone si trova il golfo di Ajaccio. Larghe 15 chilometri, è delimitato da due promontori: Capo di Muro a sud e la punta della Parata a nord, che si estende fino all’arcipelago delle Sanguinari.

Ajaccio al tramonto
Una vista mozzafiato sul Golfo di Ajaccio.
I bagliori del tramonto tingono di colori la torre dei Sanguinaires.
I bagliori del tramonto tingono di colori la torre dei Sanguinaires.

Dichiarato “Grand Site de France” dal 2017, l’arcipelago è composto da un gruppo di 4 isolotti rocciosi di origine magmatica dal colore scuro. Vero e proprio rifugio per la biodiversità, la flora conta ben 150 specie rare ed endemiche, alcune delle quali non si trovano nemmeno nel resto della Corsica. In mezzo a questa vegetazione rigogliosa, colonie di uccelli marini nidificano e volteggiano sopra il mare in tutta tranquillità.

Famosa per Napoleone Bonaparte, la Città Imperiale merita una visita anche per i suoi vicoli animati, il suo mercato ben fornito e le sue spiagge dalle acque turchesi, come quella di Capo di Feno.

mercato coperto di Ajaccio
Il nuovo mercato coperto, una tappa imperdibile per gli amanti della gastronomia di Ajaccio.
spiaggia di Capo di Feno, Ajaccio
La spiaggia di Capo di Feno ad Ajaccio, a fine ottobre.

Un giro nel Sartenais, un territorio con una storia millenaria

Situata nella regione della Rocca, Sartène è il comune più esteso dell’isola con i suoi 200km² di superficie. «La più corsa delle città corse», come amava definirla Proposer Mérimée, è stata fondata nel 1550 dai genovesi sullo sperone roccioso del Pitraghju.

In una posizione sia strategica che difensiva, il primo villaggio fu costruito proprio qui grazie alle barriere naturali presenti sul posto. I genovesi, per rafforzare ulteriormente la fortificazione del luogo, completarono il rilievo frastagliato con la costruzione di imponenti mura. Resto del bastione difensivo, la torretta di guardia è un monumento storico ancora visibile, costruito alla fine del XVI secolo e che si può vedere dalla D65, non lontano dalla scuola elementare.

Sartène, città della Corsica
Sartène, una città-fortezza che mantiene la sua posizione.

Affacciata sulla valle dai suoi 300 metri di altitudine, la città è un labirinto di vicoli pittoreschi dove è bello passeggiare. Caratterizzate da un’architettura tradizionale, le sue alte case in granito sono intrise di una lunga storia fatta di invasioni di pirati e di clan che si scontrarono violentemente.

Sulle alture del capoluogo regionale, il Museo di Preistoria e Archeologia della Corsica a Sartène presenta le collezioni più rappresentative dell’archeologia dell’isola, dai primi insediamenti risalenti a circa 10.000 anni fa fino alla fine dell’epoca genovese nel XV secolo d.C. Una tappa gradita per immergerti nelle origini della Corsica.

Se sei appassionato/a di archeologia, potrai partire alla scoperta della leggendaria civiltà torrese e dei resti del megalitismo corso. Filitosa è ovviamente uno dei principali siti preistorici della regione.

Ogni sabato in piazza Porta, il mercato con la sua decina di venditori anima il cuore della città. Artigiani e produttori della microregione propongono le loro specialità sia ai locali più esperti che ai turisti estivi alla ricerca di sapori autentici. Ai tavolini dei bar, gli abitanti di Sarten sono seduti a bere un caffè e chiacchierano del più e del meno mentre leggono il giornale locale con il titolo bianco su sfondo rosso.

Sartène è anche una denominazione AOC riconosciuta che riunisce una decina di viticoltori e dei vini davvero eccellenti in tutte e tre le varietà.

spiaggia di Roccapina in Corsica
C’è una spiaggia più bella di quella di Roccapina?

Nella sua parte occidentale, lungo la costa frastagliata, Sartène ospita il porto di Tizzano, che si affaccia su uno dei versanti della Cala di l’Avena. Rimasto inattivo fino agli anni ’90, questo piccolo porto accoglieva come visitatori solo la gente del posto, attirata dalle sue acque ricche di pesci e dalle sue tane di aragoste. Oggi, gli edifici sono spuntati su entrambi i lati della via principale e i turisti si godono la sua spiaggia molto animata durante la stagione estiva.

Località turistica, Tizzano e il suo porto turistico sono un punto di partenza perfetto per fare escursioni fino al faro di Senetosa o per esplorare la costa selvaggia e la sua serie di bellissime spiagge come Tralicetu, Erbaju o Roccapina. Con il suo iconico leone e la spiaggia di sabbia bianca, Roccapina merita una sosta per scoprire la sua storia e le sue bellezze, come la torre genovese.

Sulle tracce degli “orii” dell’Estremo Sud

Luogo simbolo della pastorizia, i primi pastori dell’isola erano nomadi itineranti che si spostavano seguendo il ritmo del gregge. Lungo i sentieri della transumanza, nel corso dei secoli hanno costruito ovili e rifugi sotto le rocce, chiamati “orii” in corso.

Costruiti secondo un modello standard, questi rifugi sono situati sotto un’imponente roccia il cui aspetto è stato modellato dall’erosione, o “taffonizzazione” (dal corso “taffone”, che significa “buco”). Elementi come la pioggia, la neve o anche la nebbia marina scavano la roccia, dando vita a strutture sorprendenti costituite da una cavità, chiusa da un muro di pietre.

oriu corso Monacia-d'Aullène
L’oriu, simbolo di Monacia-d’Aullène

Questi rifugi erano destinati alle persone e agli animali, che vi trovavano un riparo gradito in caso di maltempo. Nell’estremo sud della Corsica, una microregione dalle mille ricchezze, queste piccole dimore trogloditiche sono sparse sul territorio e spuntano proprio nel bel mezzo della macchia mediterranea.

Nel comune di Sotta, dopo soli pochi minuti a piedi, puoi scoprire una sorprendente formazione rocciosa coronata da una straordinaria guglia appuntita: l’Oriu di i Canni. Simbolo della durezza della vita che conducevano un tempo i pastori, questo oriu ha un’unica sala la cui altezza sotto la volta permette a una persona di stare in piedi.

All’esterno, si nota che l’enorme blocco di pietra è stato levigato dal tempo, con le curve che risultano più morbide e meno taglienti. Passeggiando intorno al monolite, il sito offre una splendida vista panoramica sul borgo di Canni e sulla valle che si estende ai suoi piedi.

Un po’ più a ovest, sul fianco della montagna, si trova un’altra di queste peculiarità architettoniche: l’Oriu de Monacia-d’Aullène. Dopo circa un’ora sul sentiero del patrimonio, magnificamente rimesso a nuovo, spuntano le grotte protette dal loro muro. Questo posto da dilettanti, con le sue grandi pietre piatte, è perfetto per fare un picnic e godersi il panorama sul Mar Mediterraneo.

L’insolito Eremo della Trinità

Probabilmente abitato già prima dell’era cristiana, questo luogo carico di spiritualità e di una calma assoluta comprende un eremo, un oratorio e un gruppo di rocce granitiche chiamato “Grotta della Vergine”. Nel cuore di questo paesaggio tipicamente mediterraneo, fatto di querce, ulivi e una macchia profumata dove si ritrovano tutte le essenze di questo bioma, sorge l’Eremo della Trinità.

A soli 5 chilometri dalla città delle scogliere, questo posto insolito, arroccato a 200 metri di altitudine, domina lo stretto di Bonifacio e lascia i curiosi a contemplare lo spettacolo che si offre ai loro occhi.

All’inizio della cristianizzazione della Corsica, sembra che il luogo fosse abitato da eremiti, prima che, più tardi, nel IX secolo, venisse costruita una chiesa carolingia. In seguito vi si insediarono i benedettini, poi i francescani, che nel corso dei secoli ampliarono progressivamente la chiesa.

Nel 1912 viene costruita una parete frontale e la facciata, appena ristrutturata, vede i suoi due pilastri laterali allungati per incorniciarne la parte superiore.

L'eremo della Trinità a Bonifacio
L’Eremitaggio della Trinità a Bonifacio. Foto di Mégane Saint-Sulpice

Popolo di navigatori, come testimonia il cimitero marino di Bonifacio, i Bonifaciani erano esposti alle furie del mare. Grati di essere scampati miracolosamente a un pericolo e di aver salvato la vita, i marinai o le loro famiglie depositavano un oggetto in un luogo sacro in segno di ringraziamento per una grazia ricevuta. Questi oggetti, chiamati ex voto, sono numerosi nel cuore dell’Eremo della Trinità e possono essere un quadro, una targa di marmo incisa o anche un modellino.

Adiacente all’Ermitage, l’oratorio di Notre-Dame de Tibhirine è dedicato alla memoria dei sette monaci dell’abbazia di Notre-Dame de l’Atlas che furono rapiti e poi uccisi durante la guerra civile algerina nel 1996. Consacrato nel 2006, è un luogo di memoria dedicato ai 7 martiri beatificati nel dicembre 2018 a Orano.

Dopo un momento di raccoglimento, puoi raggiungere la cima del Mont de la Trinité oppure andare alla spiaggia di Paragan, dove l’acqua cristallina ti invita a fare un tuffo.

Arrivare nella città delle scogliere

Ai confini meridionali dell’Isola della Bellezza si trova un luogo unico nel suo genere, fatto di scogliere calcaree da capogiro. Questo gioiello allo stato grezzo, scolpito dalla forza delle onde e dei venti, è immerso nella Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio.

scogliere di Bonifacio
Alle scogliere di Bonifacio ci si arriva in barca a vela o in auto.

Famosa per la sua ricchezza ambientale e patrimoniale, la riserva si estende su 80.000 ettari tra la Corsica e la Sardegna, il che la rende la più grande riserva naturale della Francia metropolitana. Con il 37% delle specie più significative del Mediterraneo censite nel suo territorio, è un rifugio provvidenziale per la fauna e la flora. Passeggiando lungo le scogliere, capita spesso di vedere i gabbiani librarsi sopra l’acqua turchese mentre una miriade di imbarcazioni si muove in un viavai incessante.

Portano i turisti ai piedi di questi colossi di calcare dal colore scintillante e ai numerosi luoghi di interesse della zona, come le grotte marine, le spiagge o il “timone della Corsica”.

Capo Pertusato, il punto più a sud, con la sua spiaggia dei pirati che sembra uscita da una fiaba, è un luogo pieno di magia. Dal faro sulle alture, che guida i marinai nello stretto, il panorama sulle foci e sulla Sardegna è mozzafiato. Proprio nel cuore di questo luogo unico si trova anche una penisola che sembra spuntare dalla fine del mondo e che invita a sognare ad occhi aperti.

Porta di Genes Bonifacio
I genovesi fortificarono Bonifacio per renderla una roccaforte inespugnabile.
Bonifacio, Santa Maria Maggiore, chiesa, Corsica
Santa Maria Maggiore attira lo sguardo già appena entri a Bonifacio

Conosciuta fin dall’antichità per il suo porto riparato e abbastanza profondo, Bonifacio ha continuato a trasformarsi, passando da un piccolo porto peschereccio nel XII secolo a una fortezza inespugnabile nel XVII secolo. Punto strategico di grande importanza al crocevia delle rotte commerciali, la Repubblica di Genova – che ha amministrato la città per molti secoli – l’ha fortificata in risposta agli attacchi, trasformandola in una roccaforte.

L’aspetto che conosciamo oggi della cittadella, con i suoi bastioni e le sue monumentali mura di cinta, risale al 1668.

Gettare l’ancora (o quasi) vicino alle Lavezzi e a Cavallo

Tra la Corsica e la Sardegna si trovano due piccoli scogli bruciati dai raggi del sole. A soli due chilometri dalla costa, le isole di Cavallo e Lavezzi emergono dalle profondità. Circondate da acque di un azzurro intenso, sembrano quasi degli atolli del Pacifico.

Questa destinazione da sogno, tra lusso e bellezza incontaminata, fa parte di un gruppo di 8 isolotti comunemente chiamato “arcipelago delle Lavezzi”. È ciò che resta di un corridoio terrestre che collegava la Corsica e la Sardegna circa 20.000 anni fa, rendendole all’epoca un’unica isola.

Isole Lavezzi, Corsica
Nelle acque cristalline delle Lavezzi. Foto di S@ndrine (Flickr)

Come documentato da numerosi storici, sembra che questo stretto passaggio, oggi scomparso, fosse di grande importanza per i collegamenti tra la Corsica e la Sardegna, come dimostra la presenza di rifugi scavati nella roccia.

E il tuo viaggio non ti porterà più lontano di così. A meno che tu non stia pensando di attraversare il mare per arrivare in Sardegna…

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