La spiaggia di Roccapina vista dall'alto

“Vedere Roccapina e morire”: intorno alla spiaggia, una passeggiata sorvegliata dal Leone di pietra

Da un lato, un mare di macchia mediterranea che profuma di mirto e creste irte di formazioni rocciose. Dall’altro, un mare azzurro e spiagge di sabbia bianca. Ai confini della destinazione Sartenais-Valinco-Taravo, incastonato nel fondale roccioso, si trova un luogo meraviglioso: Roccapina, con l’omonima spiaggia da sogno.

Famosa in tutta la Corsica e oltre, Roccapina è, innanzitutto dal punto di vista geografico, un promontorio che segna il confine tra il Sartenais e l’estremo sud dell’isola. Dal suo promontorio che si erge a quasi 150 metri sul livello del mare, il leone veglia da sempre sul Mediterraneo.

Un leggendario leone di pietra, scolpito dagli elementi

Scolpita dagli elementi nel granito rosa, questa formazione rocciosa chiamata “taffoni” — che in corso significa “buco” — si è formata sotto l’effetto della spruzzata del mare e della pioggia. Scorrendo, l’acqua salata penetra nelle fessure della roccia dove finisce per cristallizzarsi sotto l’effetto del calore, provocando così la frattura del granito.

A poco a poco, lo scavo nella roccia dà vita a strutture sorprendenti composte da una o più cavità.

Chiamati “orii”, questi rifugi erano destinati agli uomini e agli animali, che vi trovavano un riparo gradito in caso di maltempo. A volte chiuse da un muro, queste cavità minerali servivano anche per conservare il foraggio per le mandrie.

Leone di Roccapina, nella Corsica del Sud
Il leone – minerale – di Roccapina
Le acque di Roccapina
Roccapina e il suo blu abbagliante

Sparsi in tutta la zona, questi modesti rifugi trogloditi convivono con edifici più imponenti come la torre genovese di Roccapina.

Il leone di Roccapina, dal canto suo, rimane il protagonista di una leggenda locale, proprio come tanti altri luoghi del passato in Corsica (la cascata del “velo della sposa” a Bocognano o il dolmen soprannominato “casa di l’orcu”). È su «Corse-Matin» che ci si immerge in questa fiaba popolare:

La leggenda narra che ai tempi dei Saraceni vivesse lì, tra Tizzano e la baia di Figari, un signore dal grande coraggio. Lo chiamavano il leone di Roccapina. Un bell’uomo dai capelli lunghi e arruffati. Un giorno, durante una battuta di caccia, il signore incontrò una giovane donna. Innamorato di lei, ma impossibilitato a sposarla, l’uomo, disperato, invocò la morte e fu pietrificato sotto le sembianze di un leone. Da qui la citazione emblematica di questa leggenda: «Il tuo cuore è di pietra, leone di pietra sarai!»Corsica-Matin

La torre di Roccapina, un panorama mozzafiato

Si erge sulla sua roccia, proprio come le sue “sorelle” che da secoli vegliano sulla costa dell’isola.

Costruita all’inizio del XVII secolo, sulla base di progetti avviati nel 1573, la torre genovese di Roccapina è alta circa 11 metri. Ha una forma cilindrica con muri solidi e feritoie per i cannoni. All’interno c’erano diversi piani utilizzati come alloggi per i “torregiani” e come magazzini per le armi e le provviste.

Torre genovese di Roccapina
La torre genovese veglia ancora su Roccapina
spiaggia di Roccapina con sabbia fine
Una spiaggia da sogno, ma impegnativa per chi ama camminare

Con la “caduta” della Repubblica di Genova in Corsica e la fine delle incursioni barbarche lungo le coste, le autorità locali l’hanno gradualmente abbandonata. Da allora, i dintorni di questa torre in rovina sono un fantastico punto di osservazione sui dintorni.

  • A sud-est, lo sguardo si perde sulle cime frastagliate del Mucchiu Biancu e del Caniscione, e anche sulla Sardegna quando la foschia non è troppo fitta.
  • Se guardi verso nord-ovest, lo sguardo si posa sulla meravigliosa spiaggia di Erbaju, che puoi raggiungere seguendo un bel sentiero segnalato.
  • E per finire, in direzione nord-est, lo sguardo è catturato dalle Aghi di Bavella.

Da questo punto di vista, si può anche notare chiaramente che la “criniera” del leone di Roccapina è occupata da un edificio, che molto probabilmente è un resto di una cinta muraria medievale.

Visita al mini-museo della Casa di Roccapina (e non solo)

Per chi volesse saperne di più su questo posto, la Casa di Roccapina è un’antica casa del cantoniere che è stata trasformata in museo. Aperta al pubblico, offre audioguide che accompagnano il visitatore in un viaggio attraverso la storia dell’insediamento umano dal Mesolitico fino ai giorni nostri.

Per chi ama camminare, è impossibile non imboccare il sentiero escursionistico che collega la spiaggia di Erbaju a quella di Roccapina, passando vicino al leone di pietra. Il percorso non è sempre ben segnalato e ci vorranno circa 2 ore, con un dislivello e una difficoltà che variano a seconda del percorso scelto: la torre genovese è facilmente accessibile (ma l’ingresso è vietato), a differenza del leone.

Se ti interessa questa escursione un po’ impegnativa, dai un’occhiata al sito Corse Rando, dove l’autore spiega molto bene il percorso e i suoi punti di interesse.

Come si arriva a Roccapina?

Dipende tutto se arrivi da Ajaccio o da Bonifacio. Partendo dalla Cité Impériale, il tragitto dura 2 ore e attraversa Bastelicaccia, Grosseto-Prugna, i villaggi del Taravu, poi Propriano e Sartène, prima di affrontare la “discesa” (difficile con un’auto normale) fino a Roccapina.

Il tragitto sarà molto più breve se parti da Bonifacio o da Figari: arriverai in spiaggia in 50 minuti, dopo aver tenuto l’orizzonte del Mediterraneo alla tua sinistra per gran parte del viaggio.

Dopo aver visto Roccapina, ti sarà difficile toglierti quell’immagine dalla testa.

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