Olivier Fondacci Balagnane, Corsica

Con Balagn’âne, riscopri l’asino corso, un animale autoctono dai mille usi

In Corsica, è forse uno dei simboli più importanti del patrimonio dell’isola. L’asino corso, la cui razza è stata riconosciuta nel 2020 grazie al lavoro di un gruppetto di appassionati – proprio come il paganacciu, il cavallo corso – oggi è protagonista di passeggiate, fiere, prodotti cosmetici e altre attrazioni locali.

Ma per riscoprirlo come si deve, bisogna rivolgersi alle persone giuste. È proprio il caso di Olivier Fondacci: attivista e gestore di Balagn’âne, in Alta Corsica, mi ha concesso un momento di scambio davvero appassionante… proprio nel bel mezzo del Salone dell’Agricoltura.

L’asino corso, o meglio… “U Sumeru Corsu”

Indissolubilmente legato alle immagini delle cartoline, animale tuttofare della società corsa dei nostri antenati, l’asino sarebbe arrivato sull’isola almeno «600 anni prima della nostra era, proveniente dal Corno d’Africa», secondo Olivier Fondacci.

Dal punto di vista fisico, “u sumeru corsu” si distingue per il suo colore “grigio tortora” o “ardesia”, la sua statura (tra 1,15 m e 1,29 m) e soprattutto per le sue zampe robuste e striate, ereditate dai suoi antenati africani. Sul dorso si nota la famosa “croce di Sant’Andrea”. Ma di cosa si tratta? La risposta più avanti nell’articolo.

asina corsa
L’asino dell’isola esposto al Museo della Corsica
piccolo asinello, allevamento di asini di Balagnane
Un’asina e il suo asinello a Balagnane

“È un animale perfettamente adatto al clima, al rilievo accidentato e alla vegetazione scarsa dell’isola”, aggiunge l’allevatore, precisando che “un asino normanno, al contrario, non resisterebbe alla durezza delle montagne e della macchia corse”.

Anche il suo carattere lo rende davvero speciale. Un po’ come gli abitanti dell’isola, scherza Olivier Fondacci, “l’asino corso è vivace e impetuoso, meglio non provocarlo” – il che ci porta a parlare delle cause del famoso episodio in cui un asino ha aggredito diversi turisti nella foresta dell’Ospedale, nel 2013.

Allora, come si fa a sapere, al di là delle caratteristiche fisiche e comportamentali, se un asino fa ufficialmente parte della razza locale? «Un asino corso deve avere un nome corso ed è per forza nato sull’isola; è la sua culla», risponde l’allevatore di asini, aggiungendo che l’animale «deve essere stato esaminato da una commissione per ottenere la certificazione ANC, Asino di Razza Corsa».

In un articolo pubblicato su CorseNetInfos, tra l’altro, Olivier Fondacci mette in guardia chi sta pensando di comprare un asino non “certificato”, perché con l’aumento dell’interesse per questo equide dopo il suo riconoscimento ufficiale nel 2020, le vendite stanno aumentando… A volte senza alcun certificato e a un prezzo ingiustificato. Invita quindi i potenziali acquirenti a consultare prima l’associazione, e i proprietari che vorrebbero far riconoscere il proprio asino a farsi avanti presso la commissione (alcuni possiedono animali che potrebbero ottenere lo status ufficiale, ma non fanno le pratiche necessarie).

Se viaggi nel sud della Francia, potresti rimanere sorpreso/a dagli asini del posto. Infatti, per curiosità, “l’asino della Provenza è stato creato incrociando l’asino corso, il che spiega le somiglianze tra i due animali”. Ma non è la stessa cosa.

La leggenda della “croce di Sant’Andrea” disegnata sul dorso dell’asino

Facciamo un breve ripasso su questo motivo simbolico e facilmente riconoscibile che l’asino corso porta sulle spalle… Questa croce parte dalla nuca fino alla coda (seguendo la linea dorsale) e collega le due spalle.

È un segno al tempo stesso particolare e diffuso, visto che questa croce scura si ritrova su molti asini, non solo quelli dell’isola: in realtà, come racconta un altro allevatore di asini in Corsica (Altarocc’Anes), si tratta di un retaggio africano che accomuna molte razze.

Per scoprire le origini di questo simbolo, bisogna andare in Palestina, diversi millenni fa. La leggenda narra che Maria (la madre di Gesù) fuggì dall’Egitto in sella a un asino. Per ringraziare l’animale, la Vergine lo benedisse tracciando una croce latina sul suo dorso. La spiegazione biologica sarebbe meno poetica… Quindi restiamo su questa.

asina corsa
Un asino incontrato durante un’escursione

L’allevamento di asini più grande dell’isola

In Corsica non sono molti gli allevatori che si impegnano per la salvaguardia del “sumeru corsu”. Sono davvero pochi, perché la maggior parte dei proprietari non gestisce il bestiame a livello professionale, tralasciando la certificazione.

Ma «per far sopravvivere una razza, servono una ventina di nascite all’anno», ricorda Olivier Fondacci. Impegnato più di chiunque altro in questa missione di tutela del patrimonio, per pura passione, oggi gestisce l’allevamento più grande dell’isola, con quasi un centinaio di asini in Balagna – di cui 60 asine corse.

Quest’uomo si è battuto per 10 anni per far sì che l’asino corso diventasse una razza ufficiale – l’ottava in Francia – e protetta, ammessa ai concorsi delle razze agricole. Grazie a questo impegno, Balagn’âne è l’unico allevamento riconosciuto in Corsica e sicuramente una tappa imperdibile per chi vuole entrare in contatto con questi animali.

gli asini corsi di Balagnane
Gli asini di Olivier Fondacci se la spassano alla grande

Oggi si sta sviluppando un intero mondo intorno all’asino: innanzitutto la valorizzazione di un patrimonio, compreso tutto ciò che ruota attorno all’animale e ai suoi molteplici usi (gli attrezzi, le strutture tradizionali o anche i mulini come quello che si può vedere nel paese di Santa Reparata). Prospettive “per i giovani che vogliono mettersi in proprio” e sviluppare un’attività locale. E ovviamente una produzione e delle esperienze varie, dai cosmetici al tempo libero.

Olivier Fondacci e la commissione “U sumeru corsu” hanno ancora dei progetti in cantiere, come c’era da aspettarsi. “Lavoreremo per avere mantelli di diversi colori (ad esempio color cioccolato) e per creare una mula corsa”. Non possiamo che sostenere questa iniziativa.

Tante esperienze da provare all’allevamento di asini Balagn’âne

Più che un semplice allevamento, Balagn’âne offre una varietà di attività e servizi locali, a cominciare dalle visite alla fattoria (da prenotare in anticipo per essere sicuri di essere attesi) e al laboratorio di saponi – di cui ti parlerò tra poco.

Se hai voglia di un’escursione a dorso d’asino, è ovviamente possibile: ci sono passeggiate per bambini e adulti organizzate tutto l’anno; la durata varia da 1 ora per la passeggiata alla scoperta del territorio… a diversi giorni per trekking completi nella macchia mediterranea.

Per chi vive (o va spesso) in Balagna, è molto probabile che incontri gli animali di questo allevamento di asini alle fiere o durante gli eventi locali, quando non stanno dando una mano nell’orticoltura… o recitano in produzioni audiovisive. «È un bel po’ di lavoro», ammette Olivier Fondacci.

Una linea di cosmetici al latte d’asina biologico, decisamente corsa

“Produciamo anche cosmetici biologici e al 100% corsi”, aggiunge l’allevatore, per il quale la qualità è fondamentale – soprattutto se pensi che è l’unico a produrre latte d’asina corso in tutta l’isola. I suoi saponi contengono fino al 40% di latte d’asina, «mentre gli altri produttori e marchi di solito usano latte disidratato e vendono saponi etichettati come “al latte d’asina” già a partire da un contenuto effettivo del 4%…»

I benefici di questo latte per la pelle e per la salute in generale sono ormai ben noti. Infatti, il latte d’asina e quello materno sono molto simili dal punto di vista nutrizionale; molto nutriente e meno grasso del latte vaccino, il latte d’asina veniva usato un tempo come sostituto del latte materno.

sapone al latte d'asina biologico della Corsica
Trova il latte d’asina corso (quello vero) nei mercati

Forte di questo “patrimonio” naturale, Olivier Fondacci sta portando avanti un nuovo progetto: quello di creare una DOP per il latte d’asina per ogni razza riconosciuta, “con un disciplinare comune”.

Ma non provare a cercare i saponi di Balagn’âne (o i loro prodotti freschi come gelati o yogurt) su Internet: il produttore vende solo piccole quantità tramite vendita diretta, alle fiere e nel suo negozio. Dovrai quindi recarti sul posto per scoprire i suoi cosmetici e le varie prelibatezze gastronomiche (miele, prodotti a base di latte d’asina e di capra…), in vendita nel negozio e nell’area ristorazione dell’allevamento di asini.

Dove si trova Balagn’âne?

Direzione Alta Corsica, a pochi chilometri dai bellissimi paesi di Sant’Antonino e Pigna, sulle alture di Ile-Rousse. È a Santa Reparata di Balagna che troverai l’allevamento di asini Balagn’âne.

Approfitta della tua gita per fare una sosta nei graziosi paesi dei dintorni o per percorrere la strada degli artigiani corsi.

Per finire: come si chiama un asino in Corsica?

Di certo non urlando gli addosso. Ma, tornando seri, “l’asino” si traduce in corso in diversi modi, a seconda del dialetto locale – anche se i dizionari di solito propongono “u sumere”. Esistono anche «u samere», «u sumeru», «u sameri» e, più a sud, «l’asinu». Pronuncia bene le «u» come «ou» e le «s» come «z»…

Ed ecco che hai (quasi) l’accento giusto.

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