L’alba è appena spuntata e il tuo traghetto sta per attraccare nel colorato porto di Bastia – a meno che tu non abbia scelto altri mezzi per raggiungere la città. In ogni caso, non hai sbagliato destinazione: classificata nel 2023 tra le 100 città più vivibili della Francia (Le Figaro) e primo porto francese per il trasporto passeggeri, Bastia ha tutte le carte in regola per un soggiorno autentico nell’Isola della Bellezza.
Eppure! Nonostante tutti i tesori che questa antica città genovese ha da offrire, per molti viaggiatori rimane ancora solo una tappa di passaggio. Ecco un ottimo motivo per scrivere questo articolo insieme a una persona del posto, grande conoscitrice della città e del suo patrimonio: Nathalie Pouyaud-Simoni, guida turistica e bastese fin da quando era bambina.
Pochi possono dire di conoscere Bastia bene come Nathalie. Da decenni racconta la sua città natale a viaggiatori di ogni provenienza, corsi, francesi o stranieri; una passione che oggi unisce al suo amore per la gastronomia locale, proponendo visite guidate a Bastia tra percorsi culturali e degustazioni “nustrali” nel suo bellissimo appartamento nel centro storico.
Nathalie mi ha parlato del suo progetto, Bastia Intimu, e ovviamente della sua città, nell’intervista che abbiamo fatto insieme.
Bastia, una cittadella genovese alle porte del Capo Corso
Come tante altre città della Corsica, Bastia deve la sua esistenza alle decisioni della grande Repubblica marittima di Genova. Grazie alla sua posizione geografica ideale (a 60 km dall’Isola d’Elba e a 170 km da Genova), il porto fu scelto intorno al 1380 per costruirvi una cittadella… una “bastia”. Ecco quindi l’origine del nome della capitale dell’Alta Corsica.
È proprio questo porto che ha contribuito a creare la “quintessenza” stessa della città. Alla fine del Medioevo, infatti, Bastia viene scelta da Genova, presente in Corsica dal 1284, per istituire un “presidio genovese”. In altre parole, «un complesso fortificato, abitato da una popolazione incaricata di difendere la città e di garantirne le attività economiche».
Questo tipo di organizzazione si ritrova nell’estremo sud della Corsica e in particolare nella splendida città medievale di Bonifacio.
Così, nel XVI secolo Bastia soppiantò l’antica capitale della Corsica, che era Biguglia (città situata proprio a sud di Bastia) e sede dei governatori genovesi. Nello stesso periodo, la sede vescovile di Mariana fu trasferita a Bastia. «Questo diede nuovo slancio alla città, che da quel momento in poi concentrò tra le sue mura tutti i poteri religiosi, economici, giuridici, politici e artistici. Un secolo dopo, la Corsica sarebbe diventata un “Regno”, un regno, e Bastia ne sarebbe stata la capitale».

Da quel momento in poi, ovviamente, la città conobbe una prosperità crescente, grazie allo sviluppo di un’urbanistica di grande portata incentrata su due quartieri: la città alta, Terra Nova, e la città bassa intorno al porto vecchio, Terra Vecchia. Qui c’è un vero e proprio fermento economico; il traffico marittimo continuerà a crescere per 200 anni, rendendo Bastia un importante centro di scambi nel Mediterraneo.
Questa crescita continua attira, tra l’altro, grandi ordini religiosi, come i Gesuiti, che costruiranno splendide chiese barocche in diversi quartieri della città. A Bastia arrivano artisti liguri, fiamminghi e, ovviamente, isolani… “Tutta questa ricchezza e questa vita culturale saltano subito all’occhio dei visitatori. Non a caso Bastia è stata dichiarata Città d’Arte e di Storia!”

Un itinerario turistico nei due quartieri di Bastia
Una volta arrivato/a a Bastia, “devi assolutamente visitare i due quartieri della città, ovvero Terra Vecchia (la città bassa) intorno al Porto Vecchio e Terra Nova, che corrisponde alla cittadella”.
Passeggiare per Terra Vecchia, partendo da piazza San Nicola
La visita inizia quindi in piazza Saint-Nicolas, affacciata sul mare e circondata da eleganti palazzi del XIX secolo in stile neoclassico. “È un po’ il punto di ritrovo delle famiglie di Bastia. Puoi prenderti un caffè, goderti un aperitivo o magari fare un salto alla Maison Mattei, una bella bottega che ricorda un po’ un ecomuseo”. Questa piazza, che risale al XIX secolo, offre una vista sui bellissimi palazzi borghesi che simboleggiano il successo delle grandi famiglie stabilitesi a Bastia. «È legato alla prosperità del suo porto».
Poi puoi risalire lungo via Napoleone, “facendo una sosta per visitare i vari oratori delle confraternite religiose e in particolare quello dell’Immacolata Concezione, l’antica sede del Regno anglo-corso nel XVIII secolo”. Eh sì: nel XVIII secolo, l’isola è stata un protettorato inglese tra il 1794 e il 1796, con al centro delle trattative politiche il famoso Pascal Paoli e il suo più fedele seguace, Charles-André Pozzo di Borgo.


Dopo questa sosta per immergerti nell’anima religiosa e spirituale di Bastia, la passeggiata ti porta alla piazza del mercato di Bastia. “È l’anima di questo quartiere di Terra Vecchia”.
Cogli l’occasione per visitare la chiesa più grande della Corsica, quella di San Giovanni Battista, costruita all’inizio del XVII secolo dalla confraternita dei marinai e dei pescatori della città di Bastia. La chiesa si trova di fronte alla cittadella; si dice che gli abitanti di Terra Vecchia abbiano scelto questa posizione per provocare i notabili della città alta, che sostenevano di avere il santuario più bello della città.


Poi faremo una passeggiata tra i vicoli stretti e colorati del quartiere di Terra Vecchia, per arrivare al Porto Vecchio, che è il posto più turistico della città. I nostri passi ci portano inevitabilmente verso via Carbuccia: «Anche qui troverai delle bellissime dimore signorili che un tempo appartenevano a personalità di spicco e potenti commercianti del Porto Vecchio». Queste case hanno ospitato personaggi famosi come… un certo Balzac.
A meno che tu non preferisca costeggiare il mare e percorrere l’Aldilonda, la “bella passeggiata che si affaccia sul mare”, dove l’architettura in cemento grezzo si fonde con la roccia che sostiene la cittadella.
Alla conquista della cittadella di Bastia
Ecco quindi la cittadella, Terra Nova, che si presenta davanti a te. Da non perdere sono «l’antico Palazzo dei Governatori, che ospita il museo della città di Bastia, la graziosa piazza del Donjon, la cattedrale di Santa Maria in stile barocco-classico, senza dimenticare il piccolo oratorio di Santa Croce».
Il Palazzo dei Governatori e la Piazza del Donjon. Il palazzo ha ospitato tutta l’amministrazione genovese fino al 1768. Nel corso del tempo ha subito numerose modifiche: dopo essere stato la sontuosa dimora dei genovesi, il palazzo è diventato una caserma prima di ospitare il museo della città di Bastia.
La lastra di pietra “Lastrone”, che aveva un ruolo un po’ particolare. Quando un commerciante veniva accusato di aver derubato i propri clienti, lo mettevano “a culo nudo” sulla lastra, dove doveva passare l’intera giornata. La sera lo riportavano nel suo negozio e i sergenti d’armi distruggevano il suo bancone a colpi di mazza.


La cattedrale di Sainte-Marie-de-l’Assomption, restaurata nel 1998, ha delle belle cappelle laterali riccamente decorate: quella della corporazione degli agricoltori, quella del Santissimo Sacramento e quella di Notre-Dame-du-Carmel. Potrai ammirare dipinti e decorazioni molto ben conservati. Da non perdere anche: la statua della Vergine in una delle nicchie della campata di destra.
L’Oratorio della Santa Croce non è solo una delle cappelle più antiche della città, dichiarata Monumento Storico , ma «è soprattutto un edificio che ti lascia a bocca aperta per le sue decorazioni. È stato interamente ridecorato nel XVIII secolo nel più puro stile rococò, il che lo rende la terza chiesa rococò di Francia”. Del resto, quando varcherai la soglia dell’Oratorio, non sarai più in Corsica ma… in terra vaticana.
Assaggia le specialità gastronomiche di Bastia
Allora, mangiare, bere, assaporare alla maniera di Bastia… Cosa promette ai visitatori? «Innanzitutto prendersi il proprio tempo, fermarsi nei tanti piccoli caffè, brasserie e ristoranti sparsi in ogni angolo della città». Tanto più che d’estate la città si anima al ritmo delle esibizioni musicali.
“Il mercoledì, d’estate a Bastia, ci sono gli aperitivi al mercato. È un punto di ritrovo imperdibile.”
Nathalie Pouyaud-Simoni
La gastronomia è ovunque, soprattutto al mercato di Bastia, il sabato e la domenica. Ci si ritrova lì per mangiare al volo, un po’ come nello street food: frittelle, migliaccioli, prodotti preparati al momento con formaggio fresco… “Ci piace assaporare le cose, prendercela comoda”.
Non dimentichiamo che Bastia è una città popolare, un crogiolo di culture che ha subito una miriade di influenze. Grazie alla vicinanza del mare e degli stagni, la gastronomia locale può vantare piatti a base di pesce comel’Aziminu o le acciughe alla bastiaise… “I buongustai potranno chiedere le sardine ripiene di brocciu al piccolo ristorante a conduzione familiare L’Epica, situato sopra il porto vecchio”.
A seconda delle stagioni, puoi gustare, soprattutto in inverno, le anguille, la bottarga e il cefalo alla bastiaise, che è un tipo di pesce cucinato con i capperi del Capo Corso.

“Ma visto che Bastia è una città così vicina alle zone di allevamento, abbiamo anche prodotti della terra”: piatti a base di formaggi freschi come, ad esempio, i migliacci, i migliaccioli e gli storzapretti. Sempre in inverno, puoi gustare una specialità che si trova anche in Castagniccia e in Casinca, chiamata «u Ghjalaticciu»: è una specie di stomaco di maiale con bietole, cipolle e carne di maiale. «Si mangia quando si avvicinano le feste di Natale».
Un’altra fonte di stupore culinario: Bastia vanta ricette tipiche legate alle sue varie feste patronali e celebrazioni religiose. “Il giorno di San Giuseppe, il 19 marzo, potremo assaggiare i Panzarotti, che sono delle piccole frittelle fatte con farina di ceci: una vera delizia dolce”. Il giorno di Ognissanti, c’è una torta a forma di S, la Salviata, che si condivide tra i golosi.
E ovviamente, l’8 settembre, il giorno della Natività della Vergine, la gente prepara le “tripettes alla bastiaise”. Tutti i ristoranti devono per forza preparare le tripettes proprio quel giorno, tra l’altro. “Ecco cos’è, in un certo senso, l’arte di vivere alla bastese. Un’atmosfera mediterranea, un po’ di convivialità e magari anche un modo per tranquillizzarsi la coscienza ed evitare il peccato della gola”.
In fin dei conti, il vero peccato non sarebbe forse passare da Bastia… senza prendersi il tempo di scoprirla davvero? Grazie ancora a Nathalie per i suoi preziosi consigli.