spiaggia di Bussaglia vicino a Porto

5 giorni di evasione nel “giardino meraviglioso e selvaggio” di Porto-Cargèse

Selvaggia e poco popolata, la microregione di Porto-Cargèse si estende su una vasta area tra mare e montagna. Da Cargèse la “greca” a Porto la “granitica”, ci sono innumerevoli tesori da scoprire in questo territorio ricco di contrasti, dove la profumata macchia mediterranea si mescola alla salsedine del Mar Mediterraneo. Il viaggio alla scoperta di questo meraviglioso giardino inizia a Cargèse, un paesino con due chiese e vicoli pittoreschi.

Questo percorso ci porterà poi verso il Golfo di Porto, dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO, prima di addentrarci nell’entroterra per esplorare le vertiginose gole della Spelunca, scavate dalla forza dell’acqua. Per finire, saliremo di quota per attraversare la foresta di Aïtone mentre raggiungeremo il punto più alto di questa odissea: il passo di Vergio.

Scopri Cargèse e le sue due chiese

Un territorio dalle mille sfaccettature: la nostra avventura in questa regione occidentale parte da Cargèse. Villaggio con due chiese, una ortodossa e l’altra cattolica, la storia di questa città greca è stata davvero movimentata. Ange ne parla in modo molto più dettagliato nella storia della colonia greca di Paomia-Cargèse.

Un borgo storico dal fascino unico

Fondata nel XVII secolo, la sua nascita risale alla fuga di 800 greci originari della Laconia, perseguitati dai turchi. Piuttosto che sottomettersi all’invasore, che era più potente, i coloni si imbarcarono alla volta di Genova, per poi essere dirottati verso la Corsica e Paomia.

È proprio qui, su questa terra fertile, che decidono di stabilirsi. La gente del posto, che vede di cattivo occhio l’arrivo di questi rifugiati provenienti da altrove, riesce, dopo numerosi tentativi, a cacciarli via. Dopo alcuni decenni di esilio forzato ad Ajaccio, nel 1676 i greci fondarono la loro nuova colonia su un altopiano in riva al mare, non lontano da Paomia: Cargèse.

affresco dei coloni greci di Cargèse
L’affresco che raffigura l’arrivo dei Greci a Cargèse

All’estremità nord del Golfo di Sagone, questo paesino di 1300 anime ha un fascino unico, con i suoi graziosi vicoli e le case dai colori pastello. Paesino vivace, soprattutto durante l’estate quando i curiosi sono tantissimi, Cargèse si è guadagnata la fama di luogo di vita tranquillo ma anche un po’ scandaloso.

Anche se le due chiese sono assolutamente da non perdere, in particolare la chiesa ortodossa di San Spiridione con le sue icone e i suoi ricchi affreschi, Cargèse è famosa anche per le sue spiagge.

Da spiagge di sabbia bianca a terrazze accoglienti

Arrivando da Ajaccio, Menasina, con le sue acque turchesi e la sua sabbia bianca, è un posto di assoluta tranquillità dove è bello fare un tuffo per rinfrescarsi. Anche le spiagge di Peru e Chiuni, più a nord, ti invitano a rilassarti e a goderti il calore dell’estate.

A fine giornata, potrai rifocillarti gustando un’appetitosa pizza napoletana alla pizzeria Maremmiese o rilassandoti sull’accogliente terrazza del Café Yuka. Fondato da Stéphane, il locale trae ispirazione dalle serate tra amici che i suoi nonni erano soliti organizzare nel giardino di casa. Oggi Stéphane porta avanti questa tradizione accogliendo gli ospiti al suo tavolo, aperto ormai da qualche anno.

Ammirare con lo sguardo i tesori del Golfo di Porto

Molto apprezzato dai turisti e dai corsi in cerca di un cambio di scenario, il Golfo di Porto è un gioiello dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO dal 1983.

Golfo di Porto
I colori unici del Golfo di Porto
Calanques di Piana
Le famose Calanques di Piana

Le Calanques di Piana, una “cattedrale naturale”

Tra tutti i tesori che si nascondono lì, le calanques di Piana sono di una purezza da togliere il fiato. Vera e propria cattedrale di pietra dalle pareti a strapiombo, la strada che attraversa il sito si snoda tra le cime aguzze color ocra e offre un panorama grandioso su gran parte del golfo.

Da questo balcone naturale, una miriade di sentieri ti permette di scoprire i dintorni e raggiungere luoghi nascosti come Capo d’Orto. Maestosa vetta granitica, raggiunge i 1294 metri di altitudine e offre una vista a 360° sull’orizzonte. Da un lato, il mare si estende a perdita d’occhio, mentre dall’altro valli e cime si svelano in uno scenario selvaggio che sembra la fine del mondo.

capo dell'orto
Il Capo d’Orto accarezzato dalla luce del tramonto

Laggiù, a livello del mare, dove a volte le onde si infrangono con furore sulla costa frastagliata, la caletta di Ficajola offre una tranquillità che fa bene all’anima.

Fai attenzione, però, all’affluenza al sito, che nei mesi di luglio e agosto può essere davvero eccessiva. E, detto tra noi, preferiamo evitare di sovraffollare la costa dell’isola.

Da Capo Rosso ad Arone la selvaggia

Sempre sulla D824, una sosta per fare un po’ di movimento è proprio quello che ci vuole per raggiungere Capo Rosso. Questa scogliera è anche un promontorio che delimita la parte meridionale del Golfo di Porto. Ci vuole circa un’ora e mezza per raggiungere la cima, sormontata da una bella torre genovese: la torre di Turghiu. Facilmente accessibile, la terrazza della torre è un posto affascinante da cui si dominano le acque cristalline che si trovano 335 metri più in basso.

Dopo questa gita un po’ faticosa, potresti pensare di riposarti un po’ i polpacci ad Arone, una delle poche spiagge di sabbia fine in questo paesaggio roccioso e scosceso.

Per prolungare la giornata e goderti il tramonto mentre assapori un buon piatto o sorseggi un cocktail, in questo scenario bucolico hai due posti tra cui scegliere: il Café de la plage o il Casabianca. Nel menu, pesce e frutti di mare. Ma per chi ama la carne, ci sono anche ottimi tagli di carne.

Capo Rosso, in Corsica
Capo Rosso, l’estremità occidentale della costa corsa
la spiaggia di Porto e la sua torre genovese in Corsica
Porto e la sua torre genovese quadrata

La fragile Riserva di Scandola

Il nostro giro del Golfo di Porto prosegue con la Riserva Naturale di Scandola. Considerata un vero e proprio paradiso della biodiversità marina, la riserva non manca certo di superlativi per descrivere la sua straordinarietà.

Come una terra incognita, questa penisola che si protende verso ovest incarna l’incontro tra acqua e fuoco. Questo diamante grezzo è costituito da strutture rocciose a forma di caldera, che corrispondono a un antico vulcano crollato in mare. Gestita dal Parco naturale regionale della Corsica, è stata il primo sito in Francia dedicato alla tutela del patrimonio naturale sia terrestre che marino. Oasi di pace per una miriade di specie, alcune delle quali sono scomparse del tutto dal Mediterraneo ormai da molto tempo, l’area protetta si estende su una superficie di quasi 1700 ettari.

Non posso continuare il mio giro senza sottolineare che Scandola è un’area marina da proteggere. Troppo trafficata dalle barche, nel 2019 ha perso un prezioso riconoscimento ambientale; ma ora, durante la stagione estiva, sono state istituite delle zone di divieto di accesso per cercare di salvaguardare ciò che si può ancora salvare. Scegliete quindi la bassa stagione per scoprirla, senza avvicinarvi alla riva per non disturbare gli animali che vi nidificano (tra cui il falco pescatore, una specie fortemente minacciata).

Una deviazione a Girolata, un piccolo porto quasi inaccessibile

Infine, come non parlare di Girolata e del suo piccolo porto? Il borgo è raggiungibile sia dal mare che via terra, a patto di indossare le scarpe da trekking. Infatti, non c’è nessuna strada percorribile in auto che colleghi Girolata al resto della rete stradale e per arrivarci dovrai percorrere il sentiero del postino.

baia di Girolata
La splendida baia di Girolata

Dal mare alla montagna sulla D84, una strada spettacolare

Una volta terminata l’esplorazione della costa, potrai addentrarti nell’entroterra percorrendo una delle strade più spettacolari dell’isola: la D84. Questo itinerario, che porta dal mare alla montagna, da Porto al passo di Vergio, è davvero unico. In appena un’oretta di viaggio, questo percorso ricco di scorci suggestivi ti porta dal mare a un passo di montagna a 1477 metri di altitudine.

Prima tappa a Ota

All’inizio del percorso si susseguono macchia mediterranea ed eucalipti, specie tipiche del livello più basso della vegetazione mediterranea. Dall’altra parte della valle, attraversata dal fiume Porto, si staglia sul fianco della montagna il paesino di Ota.

È fatto di graziose casette in pietra e di una bella chiesa; per arrivarci devi prendere la D124. La deviazione vale davvero la pena, non solo per scoprire il paese, ma anche per fare un tuffo nel fiume all’altezza del ponte genovese di Pianella. Questa prima tappa è indimenticabile e offre ai viaggiatori uno sguardo nuovo su questa regione ricca di atmosfere sempre diverse.

Per i più avventurosi, basta seguire le tracce della mulattiera “Tra Mare e Monti” fino al ponte genovese di Zaglia per addentrarsi nelle gole. È davvero stupendo.

il paese di Ota in Corsica
Ota, incastonata tra le colline ai piedi delle montagne dell’isola
villaggio di Evisa, in Corsica
Evisa, il villaggio del marron

Evisa, la terra dei castagni

Man mano che saliamo, ci avviciniamo a Evisa, a metà strada di questo itinerario. Arroccato a oltre 800 metri di altitudine, il paese è famoso per i suoi castagni e per le sue castagne glassate. È qui che Marina Ceccaldi porta avanti l’eredità di sua madre, Françoise. La sua piccola azienda, Insitina, produce marroni glassati con il marchio Dolci Corsi. Una pausa golosa è proprio quello che ci vuole.

Aïtone, il polmone verde della Corsica

L’atmosfera cambia appena usciti dal paese, quando ci addentriamo nella foresta di Aïtone. Con i suoi grandi pini laricio, endemici dell’Isola della Bellezza, questa foresta profonda e misteriosa incute rispetto. La sua chioma, che raggiunge oltre venti metri dal suolo, ci fa sentire davvero piccolissimi. Sentieri e percorsi segreti si snodano a zigzag tra gli alberi secolari, che possono avere diversi secoli di vita. Nel cuore della foresta, puoi immergere i piedi in piscine naturali dalle acque cristalline. Non fa per chi ha freddo.

E pensare che è proprio qui che Théodore Poli, circondato da decine di briganti dell’isola, proclamò la nascita della “Repubblica dei Banditi” nel XVIII secolo! Ma questa è un’altra storia…

la foresta di Aitone in Corsica
I pini spettacolari della foresta di Aitone

Verso le montagne, e oltre

Il nostro viaggio si conclude a Vergio, il passo stradale più alto della Corsica. Da questa linea di demarcazione si apre uno splendido panorama sulla valle del Niolu e sulle vette più imponenti dell’isola. Inondate dai raggi incandescenti del sole nelle calde giornate estive, in inverno le cime più alte di questo ambiente selvaggio si ricoprono di un delicato strato di ghiaccio che invita i più intrepidi a indossare i ramponi.

Perché è proprio da qui che l’escursionista coraggioso può partire alla conquista del Ninu, nella catena dei laghi corsi…

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